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Pti come Alice

Parte I inviata da Areoplane e caricata in data 09/Febbraio/2005 15:44:56


Pti stava appena tornando da casa dalla scuola , dopo il turno pomeridiano del venerdì , che di solito era dedicato alla lettura dei grandi classici della letteratura. Pti era una ragazza indiana : oltre a esere di costituzione robusta , aveva una pettinatura tipicamente indiana , coi capelli che scendevano dalla testa una parte a destra e una parte a sinistra , come una cascata.  Nonostante quello che potevano dire le sue amiche aveva delle tette di dimensione abbastanza normale, ma lei si lagnava sempre che erano troppo grosse e che non l’avevano mai vista senza reggiseno. Era anche un po’ bassina , era un 1.65 e aveva il 39 di piede , e aveva anche due grandi occhi neri Il suo look preferito era una maglietta polo viola a maniche corte e dei jeans blu chiaro. Non era una moda trendy , ma le piaceva un sacco indossarla sempre , tanto che a volte quando entrava nel suo letto spesso non si metteva il pigiama  per addormentarsi placida con i vestiti che amava tanto. Fin da piccola le era piaciuta la sua polo e si arrabbiava molto solo se la mamma non le dava la polo viola ma una rossa. A Pti piaceva la scuola e studiava sempre , soprattutto italiano.Era iscritta al liceo di S. Vittore , cioè scientifico.Era una ragazza molto aperta e nella nuova scuola aveva avuto modo di fare nuove amicizie Proprio mentre tornava da scuola aveva letto alcuni capitoli di un interessante libro chiamato “Alice nel paese delle meraviglie “ , in cui la protagonista Alice entrava in uno strano paese dove , tra le altre cose , si poteva diventare altissimi o minuscoli semplicemente bevendo e mangiando. A Pti era piaciuto il libro , ma pensava che non ci fosse un modo per rimpicciolire o ingigantire le persone.      

Pti si era congedata dalle sue amiche , Jane  e Clara , sul cortile della scuola e visto che si era trattenuta più del dovuto a parlare , cominciò subito a correre con la cartella in spalla verso la sua casa , in First Avenue 13.Capitava spesso che si fermasse più del dovuto a parlare di pettegolezzi e dei ragazzi del liceo , ma quel giorno aveva proprio esagerato. Correva per quanto la sua costituzione di 18 anni gli permetteva , talvolta fermandosi per riprendere fiato e poi via per le stradine dei viali. Correndo incontrava le case dei suoi conosci enti  , giardini curati , bambini che giocavano che scansava con destrezza e casette piccole di anziani.Infatti Pinkleton , ridente cittadina di provincia ai confini della grande città era formata solo da piccole casette e Pti , per poter studiare doveva correre fino ad arrivare al liceo- Dopo mezz’ora di buona corsa arrivò a due isolati dalla sua casa. Avrebbe subito fatto un meraviglioso scatto ginnico per impressionare , come sempre , i vicini , se qualcos’altro non avesse attirato la sua attenzione. Vicino alla casa del vecchio Bob cen’era  un’ altra , che non aveva mai visto prima. Era una casa a due piani , con le facciate di rosso e bianco. Le finestre erano contornate da tendine a righe bianche e nere , che a Pti sembravano di pessimo gusto. Sembrava una vecchia casa modernizzata in stile Rococò, Tutto attorno alla casa c’era un giardino incolto : l’erba era abbastanza alta e i fiori , senza cure e acqua , erano appassiti. Una volta c’erano anche alberi , ma di loro non restava solo che i tronchi striminziti e i rami secchi. A destra c’era anche il box , una scatola a forma di parallelepipedo che avrebbe dovuto contenere una macchina , ma la porta era ammaccata e le mensole erano state schiodate dal tempo e avevano fatto cadere le vernici , che ora ricoprivano tutto il pavimento a colori vivaci . Tutto sembrava molto sporco e trasandato. Pti lesse a malapena un cartello fra l’erba  , che diceva “ AFFITASI “ con una riga di nastro rosso sopra , il che voleva dire che la casa era già stata presa in affitto e che lei aveva nuovi vicini. Pensò subito all’idea di avere un'altra amica e decise , un po’ per curiosità , di entrare e conoscere gli occupant . Forse avrebbe fatto una figuraccia e compromesso la stima della sua nuova amica , ma lei era fatta così , aperta e curiosa. Si fece strada fra l’erba e arrivo alla scala bianca  che conduceva alla porta. Lasciò lì lo zaino e percorse velocemente le scale , scheggiate e macchiate dal tempo. Arrivata alla porta busso educatamente. Nessuno venne ad aprire, Pti bussò ancora e disse  - Salve , sono Pti , la vostra nuova vicina ! Sono venuta a conoscervi! - , ma nessuno venne ad aprire. Allora Pti bussò più energicamente , credendo che non avessero sentito ,  e vide che la porta  si apriva da sola , cigolando in modo sinistro.  Pensò “ Se la porta si apre solo bussando forte vuol dire che i padroni non sono ancora arrivati e quindi nessuno mi rimprovererà se do una sbirciatina , ma veloce prima che vengano! “ e detto questo entrò.  

L’interno fece capire a Pti quanto la casa era rimasta senza cure. L’interno era molto buio , perché le tapparelle si erano rotte e era impossibile alzarle. Pti , però , si abituò presto alle tenebre e riuscì finalmente a scorgere l’arredamento. I mobili erano tarlati e pieni di ragnatele e messi in un modo molto caotico e senza tenner conto degli altri  . Davanti alla porta c’era la sala : per quanto riusciva a vedere Pti era composta al centro da un tappeto con sopra due divani spellati e polverosi  paralleli con affianco di comodini che avevano sopra strani e piccoli oggetti che Pti non si fermò a controllare. A destra della sala c’era la cucina , con le credenze aperte , il tavolo a terra e alcuni cocci di piatti sul pavimento . Il frigo era vuoto e il ghiaccio sciolto del freezer aveva formato una grande pozzanghera e a terra c’erano le ante scardinate di alcuni mobili  A sinistra , invece c’era uno studio : carte e scartoffie erano buttate per terra in ordine sparso e la libreria , caduta , mostrava i detriti dei libri . Pti cercò di sfogliarli , ma le pagine erano tutte ingiallite e la sua forza non le consentiva di liberare i libri schiacciati dal peso della libreria  Trovò anche davanti alla sala delle scale con gli scalini ricoperti da un tappetino rosso sporco e polveroso che portavano evidentemente alle camere da letto , ma gli bastò il piano terra e aveva anche paura di trovare in quel posto così trasandato ragni e topi. Dove poteva , la ragazza cercava di mettere un po’ a posto la casa , un po’ per il suo senso femminile dell’ordine e un po’ perché poteva servire da scusa nel caso di un improvviso arrivo degli inquilini. Dopo dieci minuti di pulizia , era già molto stanca e si butto a corpo morto sul divano , che sprigionò un’impressionante nube di polvere che fece tossire Pti in modo molto violento , visto che era stato lasciato lì per moltissimo tempo. Sentiva su di se  sia la fatica della corsa , sia quella della pulizia e avrebbe volentieri mandato giù qualsiasi cosa che la dissetasse almeno un po’. Si guardò intorno e proprio sul comodino alla sua destra trovò una bottiglina. Era forse la cosa più pulita della casa , spolverata e grande come le bottigliette del succo di frutta Incollata alla meno peggio , c’era scritta un etichetta  con su scritto : “ WHISKY , annata 1981”. “Anche se è Whisky “ pensò Pti “ nulla mi impedisce di prenderne almeno un sorso “. Subito prese la bottiglia , la stappo e tracanno velocemente tutto il liquido. “ Srano ! “ pensò “ Anche se era whisky non si sentiva affatto l’alcol…ma almeno mi ha dissetato.”. Finalmente ripresa , Pti si alzò subito dal divano  e guardò l’orologio : si accorse che era passato molto tempo e che era ora di tornare a casa. Ma appena alzata si accorse che non riusciva a muoversi . “Ma che sta succedendo?!” . Subito Pti sentì un formicolio in tutto il corpo e vedeva che il divano si stava alzando sempre di più . Vedeva le sue mani che si restringevano e le sue tette diventare sempre più piccole . Vedeva le sue gambe diventare piccolissimi stuzzicadenti e la sua testa una piccolissima biglia. Quando il formicolio cessò Pti si guardò intorno : i mobili erano diventati altissimi e la “bottiglietta “ che prima teneva saldamente in mano ora era a terra e notava come ci potesse entrare e starci più che larga. Pti capì in fretta la situazione : - Oh ,no! – disse quasi piangendo – come ho fatto a rimpicciolire?!-.

Era proprio così : il contenuto della bottiglia era magico e aveva fatto rimpicciolire Pti , che era sconcertata da quell’improvviso cambiamento . Fece la cosa che avrebbe fatto per prima , in quei momenti : - Aiuto sono rimpicciolita ! Aiutatemi per favore! …. A ma che grido a fare? Tanto piccola come sono anche mia mamma potrebbe scacciarmi senza accorgersene! - , e purtroppo era vero. La porta era stata casualmente chiusa dal vento : anche se avesse tentato con tutte le sue forze non sarebbe stata capace di muovere la maniglia con la sua ridicola statura. Pti cominciò a disperarsi : gli inquilini potevano arrivare fra breve  e forse potevano schiacciarla come un fuscello ! Era sul punto di piangere ma si rincuorò :  “ Non devo pingere ! Anche Alice aveva bevuto un liquido che l’aveva fatta rimpicciolire e poi aveva trovato un biscotto che l’aveva riportata alla sua statura. Ma , povera me , dove cercarlo! - . In effetti era così piccola che le distanze si erano più che centuplicate. Se voleva arrivare alla porta doveva percorrere un chilometro. Si sentiva insignificante , un insetto , neanche più una ragazza , ma una parassita .Se le sue amiche l’avessero vista adesso , certamente l’avrebbero afferata e , per divertirsi , l’avrebbero stritolata La prima cosa che pensò fu quella di trovare una posizione più elevata per valutare bene la sua situazione. Si diresse subito verso la gamba del divano , che per lei era ora grande come una quercia e più , e cerco di scalarla. Ma la parete era troppo liscia e dopo un po’ casco violentemente sul parquet ammaccandosi  , peggio dell’albero della cuccagna. Vide anche gli altri mobili , ma anche loro erano troppo lisci per essere scalati . Pti si lgnava dicendo – Adesso penso che non riuscirò più a diventare normale!-. Decise allora  di raggiungere la bottiglietta in mezzo al tappeto. Per lei fu come entrare in una foresta : le setole erano alte come lei e le impedivano di muoversi facilmente , visto che era alta un centimetro scarso . Mentre spostava continuamente le setole si ricordava con un po’ di nostalgia come prima era alla sua statura normale e come quel tappeto era solamente per lei un misero ostacolo… Dopo mezz’ora di camminata sfiancante  , arrivò alla gigantesca bottiglia che un’ora fa aveva preso in mano come se fosse niente. Decise che sarebbe stata li per un po’ di tempo , almeno sarebbe stato più difficile schiacciarla , e intanto si chiedeva dove trovare il cibo , così piccola com’era .  Stava per entrare quando sentì dei terribili boati. Per lei era peggio di un terremoto : non riusciva a star ferma e tremava  di continuo. – Ma che succede , è la fine del mondo?! -. Intanto i boati si facevano più intensi e vicini . Sembrava ci fosse qualcosa di colossale che si stava , boato dopo boato , salendo sugli scalini . Alla fine sentì che la cosa era giunto fino alla porta  e che parlava in italiano , ma Pti fu costretta a tapparsi le orecchie perché parlava al volume di un concerto rock amplificato . Senti voci femminili – ALLORA SARA! PORTI LE BORSE SOPRA O NO? CAZZO! - . – CHIEDILO A JANE , COSI’ USA UN PO’ LE SUE TETTE GIGANTESCHE! - . – TI IMPEDISCO DI PRENDERE IN GIRO LE MIE TETTE! - . – MI STATE ANNOIANDO CON LE VOSTRE LITIGATE ! -. Subito una di loro spalanco la porta e Pti resto a bocca aperta. Entrarono quattro ragazze della sua età , ma gigantesche , colossali , quasi divine. Notò che erano tutte vestite con delle polo simili alla sua e che ognuna portava con se il suo bagaglio. Appena posarono le loro gigantesche valigie causarono un mastodontico spostamento d’aria che scaraventò Pti vicino alla gamba del divano che prima voleva scalare.Anche li si fece molto male , ma appena rialzata avrebbe voluto quasi ringraziare le valigie : poteva vedere molto bene le gigantesse a distanza.

Erano quattro amiche : Belle , Sara , Jane e Vanessa. Si erano conosciute al liceo S. Angela e da allora erano diventate ottime amiche , anche se quasi sempre litigavano. Per andare all’università avevano deciso di affittare la casa per un po’ in modo da trovarsi una piccola sistemazione Belle era una ragazza abbastanza alta , sul 1.70 , con occhi color nocciola e capelli che cadevano da dietro in una lunga treccia. Era vestita con una polo rossa e dei jeans e portava stampato  un sorriso larghissimo e delle tette nella media.Aveva il collo basso e una faccia da bambina con labbra color di rosa , era esile e aveva  delle belle gambe : lunghe e perfette. Pti notò , incuriosita , che spesso gettava occhiate di sfuggita alla figa e alle scarpe di quella che doveva essere Sara , arrossendo e girandosi ogni volta che la ragazza si muoveva . Sembrava una ragazza un po’ lesbica e feticista , proprio il tipo di donna che Pti odiava e si chiedeva cosa sarebbe successo se Belle l’avesse avuta tra le mani. In effetti era considerata un po’ strana , ma nessuna sospettava che a Belle piaceva molto Sara. Lei Era un adulta su i 25 anni molto alta , 1.80 , circa che aveva  gli occhi verdi e i capelli sciolti  un po’ arruffati e delle tette un po’ più grandi di Belle. Aveva la lunghezza di braccia e gambe perfettamente distribuite nella sua invidiabile ( soprattutto per Pti ) altezza . Aveva anche labbra strette rosa glitterate e stivaletti a tacco alto , che aggiungevano alla sua altezza tre centimetri buoni , tanto che torreggiava sempre e comunque sulle altre ragazze. Anche lei vestiva come Belle ed era a prima vista una ragazza entusiasta ed eccitata  . Dopo di lei veniva quella che si chiamava Vanessa. Era una ragazza un po’ altezzosa e snob , dai capelli lunghi corvini ( che gli arrivavano fino ai seni ) , degli occhi viola , labbra carnose marrone scuro e indossava anche lei una polo nera , ma un pantaloncino bianco molto attillato. Le tette erano , vedeva Pti , grandi come un pompelmo , e sotto la maglietta parevano come palloncini gonfiati. Anche il suo carattere era altezzoso e insofferente , era grande amica di tutte , specialmente di Jane. Aveva anche la pelle abbronzata e delle gambe come dei pali. Ma la ultima catturò l’ attenzione di Pti. Era un ragazza alta 1.70 , di costituzione robusta , spalle grandi , labbra carnose , occhi verdi , lunghi capelli biondi , gambe corte rispetto alle altre e piedi grandissimi , sul 42. Ma la cosa più impressionante erano le tette . Erano grosse , troppo grosse. Tanto grosse che per quanto Jane cercasse di abbassarsi più che poteva la polo nera , più la maglietta mostrava il busto e l’ombelico. Non le aveva come quelle mostre su internet : erano si , grandissime , ma non stonavano con il resto del corpo. Pti notò che aveva con se una borsa dalla quale spuntavano diversi libri. Era felice di aver trovato una ragazza col suo stesso interesse per la lettura e sarebbe corsa subito verso Jane se un gigantesco spostamento d’aria causato da un salto di felicità di Belle ( che mandò al tappeto Pti ) non gli avesse ricordato le sue ridotte dimensioni. Le gigantesse cominciarono ad avvicinarsi ai divani facendo rimbombare di boati il parquet e Belle disse : - OH , BUTTIAMOCI SU QUESTI DIVANI! -. Tutte quante si buttarono subito sui sofà , sprigionando  una nube intensa di polvere.Alla sua normale statura la polvere faceva solo tossire Pti , ma in quelle dimensioni le venne a mancare il respiro e stava per svenire. Mentre l’aria le mancava scorse un’enorme figura nera che la sovrastava. Ebbe paura e si lanciò istintivamente oltre , giusto in tempo per scansare il colossale piede di Belle che , altrimenti , l’ avrebbe schiacciata . Pti allibì : se le gigantesse potevano schiacciarla per caso , figurarsi cosa potevano fare apposta. Una goccia di sudore le percorse il viso…

Continua...


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