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La scelta

Parte II inviata da Jryan^ e caricata in data 15/Febbraio/2003 21:26:34


Vanessa mi disse indicandomi una sedia :<<Spogliati e siediti li, non vorrei che stracci i tuoi vestiti etanto meno che ti sommergano!>> io mi levai la maglietta ,il costume e restai nudo davanti alla bellissima Vanessa che posòil barattolo con la piccola Giusy su un tavolo e poi iniziò atrafficare con burelle, fiale e varie sostanze senza degnarmi diuno sguardo. Era attentissima, precisa in ogni dosaggio. Di tantoin tanto rileggeva i suoi appunti e poi piena di dubbiricominciava da capo. Capivo che la bellissima dea stesse dandoil meglio di sé , e mi sentì pieno di pace, sicuro che nonavrebbe sbagliato. Passarono più di due ore e Vanessa era ancoraintenta nel lavoro, si voltò verso di me e mi disse:<<perché non ti rivesti, non so quanto mi ci voglia ancora perarrivare ad un risultato minimamente soddisfacente. Guarda, vaianche a casa tua o in spiaggia, ti raggiungo io poi.>> ioscossi il capo e dissi:<< Scusami , ma ho paura che uscendoda questa casa possa non tener fede alla mia decisione.>>Vanessa accennò un sorriso e disse:<< ti capisco.alloraabbi pazienza.>> io distrattamente spostai lo sguardo versola piccola domestica e la vidi li nel barattolo , seduta su unfianco con le mani sul vetro intenta ad osservare Vanessa allavoro , gettando di tanto in tanto qualche occhiata a me. Chiesia Vanessa:<< ma ha mangiato qualcosa Giusy da ieri sera?>>Vanessa la guardò e disse perplessa:<< No, credo propriodi no..>> io allora mi avvicinai al barattolo e chiesi aGiusy :<< Hai fame?>> lei mi fece cenno di no ma battéle mani sul vetro del barattolo implorandomi di farla uscire, iochiesi allora a Vanessa , interrompendola di nuovo:<<pensoproprio che la poverina non ce la faccia più ad essere chiusanel barattolo, è prudente lasciarla un po' libera?>>Vanessa posò le fiale e si avvicinò a me , guardò Giusy edisse :<< No che non è pruden te , quindi stai li dentro enon ti lamentare.meglio chiusa nel barattolo che schiacciatasotto un mio piede!>> io annuii e mi risedetti sulla miasedia. Giusy continuò a sbattere le mani sul vetro e a darecalci, probabilmente la sua impotenza la rendeva rabbiosa, cosìVanessa infilò la mano nel barattolo e la afferrò tra le ditadicendo:<< e va bene. non sei mica in galera infondo!>>la guardò piccolissima stretta tra il suo indice ed il suopollice e poi la posò sul tavolo accanto a me dicendo:<<ecco, stai qui.almeno respiri>> e tornò al suo lavoro. Ioguardai la piccola Giusy accanto a me e le sorrisi lei mi sorrisea sua volta e poi iniziò a camminare nervosa per il tavolo.

Quando Vanessa si voltò verso di meavvolgendomi con il suo sguardo sentii il cuore battermi all'impazzata,e una scarica di adrenalina mi vibrò per la schiena; teneva inmano una fiala con un liquido trasparente , si avvicinò a me edisse:<< Penso di essere giunta al risultato sperato. nonci resta che provare.>> mi porse la fiala incoraggiandomicon un accennato sorriso. Io guardai la fialetta nella mano dellabellissima Vanessa ed esitante feci per prenderla, la dea alloracontinuò:<<non ti costringe nessuno!>> io presi lafiala con la soluzione e poi sussurrai tra le labbra :<< loso..>> Vanessa allora assicuratasi dove fosse Giusy sisedette sul tavolo accanto a me e poggiò i bellissimi piedisulla sedia dove io , seduto contemplavo la fialetta nella miamano. Mi disse poi con voce ferma:<< basta che ti bagnileggermente le labbra, non esagerare altrimenti mi distruggi iltetto di casa.>> io allora con uno sguardo le feci capireche avevo capito e lentament e avvicinai la fiala alle mie labbra,appena inumidite allontanai la soluzione dalla bocca porgendola aVanessa e poi iniziai a sentire violente contrazioni muscolari eun tremendo mal di testa. Vanessa si allontanò istintivamente dame , rimanendo concentratissima sulla mia figura , intenta acapire se la trasformazione andasse per il meglio o degenerasse.Ecco che mi iniziai a sentire più pesante, sentii la colonnavertebrale distendersi, non c'era dubbio mi stavo ingrandendo,lanciai un'occhiata a Vanessa e la vidi sorridere entusiasta congli occhi fissi su di me , che ormai la guardavo da un'altezza dicirca due metri. Il dolore tremendo che provavo sembròattenuarsi, Vanessa esclamò:<< ce l'abbiamo fatta!>>e la piccola Giusy sul tavolo indietreggiava spaventata e allostesso tempo entusiasta. Io non potei trattenere un sorrisomentre ormai sfioravo il tetto con la testa, ma di colpo tutti imiei muscoli si contrassero , i nervi furono intorpiditi e latesta sembrò scoppiarmi ; urlai reso cieco dal dolore tremendo.

Vanessa indietreggiò sgranando gli occhistupita ed esclamò:<< Oh dio!>>io non capivoassolutamente niente, sentivo solo un dolore tremendo e cercavodi resistere con i denti stretti e gli occhi chiusi, sudando econ ogni muscolo tesissimo. Solo dopo parecchi minuti sentii ildolore attenuarsi e mi sentii rinfrescato da una potente corrented'aria, pensai di essere diventato enorme e aver sfondato iltetto della villa della bellissima Vanessa , ma mi sentivo allostesso tempo leggerissimo, sentii Vanessa esclamare piena d'ira :<<Porca puttana!!>> la sentii sbattere le mani sul tavolo ecalpestare con violenza il pavimento provocando dei boatitremendi; capii che se fossi stato veramente grande non l'avreinemmeno sentita , e invece sembrava lei quella che era diventatacolossale. Fui colto da una tremenda ansia, cercai di aprire gliocchi mentre il dolore stava del tutto scomparendo, e vidisfocata davanti a me una sagoma gigantesca , fiutai l'aria esentii un fortissimo odore di piedi; lentamente misi a fuocoquell'enorme sagoma davanti a me : era il piede di Vanessa,bellissimo e gigantesco posato davanti a me ; urlai per ilterrore e alzai lo sguardo verso l'alto e vidi la bellissima deainnalzarsi immensa sopra di me.

Non ebbi d ubbi , l'esperimento su di meera fallito e anch'io avevo fatto la fine di Giusy. In preda allosconforto barcollai e mi accasciai sul freddo pavimento biancoche come un immensa pianura si perdeva fino in un orizzontesfocato, poi svenni. Mi ripresi dopo circa un'ora; aprii gliocchi e mi trovai con la testa in grembo a Giusy che miaccarezzava la testa dolcemente :<<ti sei ripreso. mi fapiacere.>> io mi alzai tenendomi la fronte confuso e poiguardai Giusy; era molto carina a vederla delle mie stessedimensioni , e i suoi occhi emanavano una celestiale bontà. Lesorrisi e le chiesi:<< da quanto tempo sono svenuto? Nonriesco a ricordarmi niente.>> Giusy mi rispose :<<sarà un'ora, stai bene adesso?>> io le dissi perplesso:<<spero di si.Vanessa dov'è?>> << è su in laboratorio,è andata su tutte le furie vedendo la fine che hai fatto anchetu. Non so che intenzioni abbia, fatto sta che ci ha messo inquesto barattolo e lasciati qui sul tavolo del salotto dicendomiche le dispiaceva. Probabilmente sta cercando di capirci qualcosa.>>io annuii e poi pensai che probabilmente Vanessa mi aveva presotra le sue mani e messo nel barattolo come se fossi un insettino,ed il solo pensiero mi eccitò. Cercai comunque di controllarmi edissi calmo alzandomi e poggiando le mani sul vetro del barattologuardando fuori nella immenso salotto della stupenda Vanessa:<< sono sicuro che prima o poi troveremo una soluzione aquesta situazione.>> << Piuttosto, grazie per quelloche hai fatto per me , sei stato coraggiosissimo.>> misussurrò timidamente Giusy , io mi voltai , le sorrisi e dissi:<<Mi sono sentito in dovere, e poi credimi, non l'ho fatto solo perte.>> << Vanessa ti fa girare la testa eh?>> midisse sorridendo, io annuii distrattamente e lei continuò:<< è incredibile , tutti gli uomini le sbavano dietro. sesolo sapessero quanto è stronza!!>> io sorrisi allagraziosa ragazza e le dissi:<< Ah, ma lo so benissimoquanto è stronza, ed è per questo che mi attrae così tanto!>>Giusy mi sorrise un po' falsamente , come se fosse offesa dalfatto che , nudi in un barattolo , io fantasticassi sulla padronadi casa.

Alzandosi anche lei , una bella ragazzaorientale, con un bel viso e dei lunghi capelli neri lisci, belcorpo e voce dolce, si avvicinò a me e continuò:<< si hatutti gli uomini ai suoi piedi, tu poi sei nel vero senso dellaparola ai suoi piedi, come me d'altronde .>> io sorrisialla bella ragazza che disse : <<io però , al contrario dite, non la sopporto con i suoi modi da regina del mondo.prima mistava per far vomitare quando giocherellava con il barattolo coni suoi piedi puzzolenti! Mi stava asfissiando. mica ci pensa chec'è una poverina piccola come un insetto per colpa sua che se ladeve sorbire!>> io posai la mano sulla spalla di Giusy e ledissi tranquillo:<< penso proprio che dovremo abituarci asottostare un po' a lei, non lo fa neanche apposta, ma in fondopiccoli così in un modo o nell'altro dovremo sempre sottostare alei.ma stai tranquilla che andrà tutto bene, e presto torneremonormali!>> Giusy mi guardò perplessa e poi disse:<<ma come fai a stare così tranquillo. ti ammiro , sai?>>Fummo interrotti bruscamente dai boati dei passi di Vanessa chescendeva le scale con quella sua regale eleganza. La bellissimadea si sedette davanti a noi e si avvicinò con il viso all'aperturadel barattolo dicendo:<< Ehi, vedo che tu ti sei ripreso!Stai bene?>> io annuii e lei continuò:<<mi dispiaceper come è andata a finire, ma ti avevo avvisato! Adesso non soproprio come risolvere la situazione. penso proprio che dovreterimanere così , almeno, se tutto va bene, fino a settembreinoltrato!>> Giusy si mise le mani sul viso con il cuore ingola, io la abbracciai e sorrisi alla gigantesca Vanessa:<<almeno siete in due, e poi io mi prenderò cura di voi,non sarete abbandonati a voi stessi, state tranquilli! Sarete imiei animaletti domestici per un po'!>> io chiesi peròalla gigantessa:<< ma non ci lascerai mica sempre chiusi inquesto barattolo?!>> Vanessa non mi sentì , e disse :<<èinutile che parli , sei troppo piccolo, sento solamente versettiinsignificanti. Per parlare vi dovrei mettere dentro l'orecchio,ma è meglio evitare.ascoltatemi voi piuttosto; dato che dovretevivere in queste condizioni per più di un mese penso siaprudente tenervi chiusi in un barattolo , o magari in una gabbiacon tutto quello che vi può servire, magari un po' di stoffa eunpo' di cotone per dormire, un po' d'acqua per lavarvi e bere.nonso.per quanto riguarda il cibo potreste mangiare direttamente atavola con me le briciole e piccoli pezzettini di vari cibi.>>io scossi il capo in preda al panico, e anche Giusy sbattendo lemani sul vetro mi gridò:<< vedi che stronza! Ci vuo letenere chiusi come sue insetti insignificanti in un barattolo!!>>Vanessa allora visibilmente irritata disse: << e va bene.pensoproprio che in gabbia non vi ci possa mettere.>> infilò lelunghe e carnose dita della mano nel barattolo e iniziò acercare di prenderci per poi lasciarci sul legno del tavolodavanti a lei che con le gambe accavallate, guardandocipiccolissimi dalla sua altezza: <<vi avverto; andateincontro a molti rischi se volete rimanere liberi, vi avviso cheper me siete poco più che delle formichine, non mi ci vorrebbeniente a schiacciarvi, anche involontariamente. >> ioannuii e le feci cenno che non c'era problema, e che noi perprimi saremmo stati attenti. Vanessa allora continuò: <<comunquenon si discute, la notte almeno , e quando io non possocontrollarvi vi chiudo nel barattolo con tutto il necessario pervivere in maniera decente e non vi muovete di li!>> iocapii che il ragionamento era fondato, e anche Giusy seppurerestia a sopportare gli ordini della immensa Vanessa alla fineannuì. Poco dopo Vanessa si alzò dal divano mostrandociinvolontariamente la sua gigantesca figa da una prospettiva cheveramente mi fece eccitare da matti, Giusy fece finta di nientelimitandosi a sussurrare :<< che troia!>> e ci disse:<<sentite, io vado su a levarmi questa vestaglietta che hoindosso da ieri sera, mi metto a mio agio e poi andiamo amangiare qualcosa.

Cercate di stare tranquilli, arrivosubito.>> e salì le scale. Scese pochi minuti dopo conreggiseno rosso e tanga praticamente invisibile che davanti eraun trionfo di peli neri e che dietro scompariva tra queimeravigliosi glutei sodi e adesso giganteschi; ai piedi avevamesso dei sabot aperti con il tacco alto in tinta con lo smalto ela biancheria intima. Quando la vidi non potei celare la miaeccitazione e Giusy non riuscì a celare i suoi continui sguardial mio pene, invidiosa del successo riscosso dalla sua padrona:<<Dai andiamo in cucina. e tu vedi di calmarti.>>disse la stupenda Vanessa notando il mio eccitamento mentre ciprendeva nel palmo della mano <<.altrimenti ti tengocalpestato sotto il mio piede così non vedi niente.e non te loconsiglio!>> io le sorrisi e lei scuotendo il capo disse:<<ma che dico, per te sarebbe eccitantissimo anche startene sottoil mio piede.proprio il tipico uomo.cerca di controllarti e basta!>>Giunti nella spaziosa cucina che dava sul mare , mostrando losplendido panorama di una scogliera e delle schiuma bianca delmare , la bellissima Vanessa ci pose sul tavolo e poi andò arovistare nel frigo chinandosi e mostrandomi quel suo sederedivino. Lo ammetto, non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso,e capii che vivere con una così splendida gigantessa sarebbestato, effettivamente, il paradiso. La stupenda dea si avvicinòal tavolo tenendo tra le mani un barattolo di yogurt;controllandone la scadenza si avvicinò al bordo del tavolo chele arrivava all'altezza di quella enorme vagina. Io respirai apieni polmoni quell'aroma celestiale e Giusy sconcertata fece unpasso indietro.

D'istinto mi avvicinai alla figa dellabellissima Vanessa, che vedendomi così eccitato dissespingendomi indietro con l'indice :<<Ehi, dove credi diandare?!>> io, dopo un umiliante ruzzolone a terra a causadella potentissima spinta della bella Vanessa mi alzai un po'dolorante e decisi di trattenermi un po'; Gi usy mi guardò e misorrise beffarda, poi Vanessa si sedette davanti a noi , e apertolo yogurt con un cucchiaino ci porse l'enorme porzione dicendo:<<Credo che lo yogurt sia abbastanza sostanzioso da nutrirvi asufficienza e sia abbastanza semplice da mangiare da parte vostra.assaggiate.>>Io e Giusy ci avvicinammo al cucchiaino che la Gigantessa ciporgeva; io con le mani cercai di prendermi una porzione daquella enorme massa si profumato yogurt alla fragola, ma miritrovai a leccarmi le mani senza aver mangiato quasi niente. FuGiusy ad avere l'idea brillante di tuffarsi nel cucchiaino ediniziare a gustare lo yogurt sia nel sapore che nella freschezzasul suo corpo. Non esitai e la imitai; come era sensuale quellagraziosa ragazza tutta spalmata di yogurt rosa. Vanessa risesollevando il cucchiaino dove sguazzavamo vicino al viso perguardarci e disse : <<Deve essere veramente buono questoyogurt..! comunque non vorrei essere al vostro posto,appiccicaticci per tutto il giorno!>> Io gustavo lo yogurtsenza curarmi di cosa dicesse Vanessa impegnato com'ero adassaggiare lo yogurt su Giusy, ma notai che ci guardò con unosguardo abbastanza malizioso da allarmarci.

Poco dopo, infatti, quando finita granparte del cucchiaino di yogurt, sazi scendemmo di nuovo sultavolo tutti spalmati di yogurt Vanessa mi afferrò tra indice epollice e mi avvicinò al viso dicendomi:<< Penso non tidispiaccia , dato il tuo eccitamento da quando sei diventatopiccolo come una pulce, se assaggio un po' di yogurt da te.>>io non potevo credere a quelle parole e senza rispondere osservaile carnose labbra di Vanessa avvicinarsi a me socchiudendosi; ladonna tirò fuori la lingua e me la passò sopra gigantesca edumida con una poderosa leccata che quasi mi stordì; mi allontanòun attimo dalla sua bocca per guardare a che punto fosse arrivatacon la pulizia e dis se :<< mh, ho un idea.non tispaventare.>> e lentamente mi avvicinò alla bocca, la aprìe mi ci lasciò cadere dentro per poi iniziarmi a succhiare comeuna caramella; fu indescrivibile il solo pensare di trovarminella bocca di quella dea che si divertiva a leccarmi da cima afondo, e fu indescrivibile il sentire la sua lingua avvolgermi daogni dove. Quando non respiravo neanche più Vanessa decise diliberarmi, e tirata fuori la lingua dove io ero rimastoappiccicato mi prese e mi rimise sul tavolo affianco a Giusy chemi sorrise un po' perplessa; io esclamai :<< è statostupendo!!>> Vanessa si passo la lingua sulle labbra e poiguardò Giusy , ancora tutta piena di yogurt , Giusy indietreggiòpiena di paura e Vanessa disse prendendola in mano :<< nonho intenzione di lasciarti sporca per casa, mi macchieresti ildivano.>> Giusy si ribellò e cercò di dimenarsi dallamorsa delle dita di Vanessa che incurante se la mise in boccainiziandola ad assaporare ; sentivo Giusy grida re e fui tentatodi urlare a Vanessa che non poteva mancare così tanto dirispetto a Giusy, ma la sputò nel palmo della sua mano dicendole:<< cerca di stare tranquilla, non mi sembra di avertifatto chissà che, e poi se ti da fastidio un minimo contatto conme solo perché essendo una donna gigantesca confronto a te houna sensualità prorompente , cerca di abituarti perché ancheinvolontariamente ti potrei umiliare.>> Io capii che infondo Vanessa aveva ragione, ma ciò non giustificava che se lafosse succhiata come aveva fatto con me, io ero un uomo e avreipotuto accettare, ma Giusy , eh si, lei era stata veramenteumiliata dalla bellissima Vanessa e le dissi :<< Peròpotevi anche evitare di leccarla, in fondo è una donna!>>Vanessa mi guardò perplessa e disse :<< Non capisco unaparola.>> Io allora tacqui. Giusy intanto scesa dalla manodi Vanessa le sferrò due forti calci e iniziò a schiaffeggiarela sua mano urlandole vari insulti, Vanessa infastidita le posòsopra l'i ndice immobilizzandola sotto il polpastrello e disse :<<Vedi di rassegnarti, non ho intenzione di dover stare attenta atutto quello che faccio solo per non infastidire te!>> Ioimpietosito da Giusy che era costretta a subire quella violenzacorsi verso il dito di Vanessa cercando di farglielo alzare dalcorpicino di Giusy, Vanessa scosse il capo e liberò Giusy perpoi dire prendendoci nella mano e sorridendo :<< Sentite ,mi sono già stancata di sorbirvi, mettetevi in testa che sietemiei fin quando tornerete normali ! adesso vi lascio qui sulpavimento, io vado in salotto a leggere un libro; dato che nonvolete che io vi infastidisca veniteci da soli , salite suldivano da soli . a voi! io faccio finta che non esistiate.

Bisogna subito chiarire le regole!>>ci posò davanti ai sui giganteschi e stupendi piedoni e dissealzandosi in piedi e guardandoci piccolissimi dotto di lei:<<ci vediamo di là!>> e per salutarci divaricò le dita delpiede destro muovendole lentamente e investendoci di un odorefortissimo. Io mi tappai il naso e Giusy si voltò , alloraVanessa disse sfilandosi un sandalo e calpestando Giusy sotto l'allucecarnoso :<<stavi meglio prima o adesso piccola ?>>alzò il dito da Giusy ma lei restò appiccicata sotto ilpolpastrello caldo e sudato, Vanessa si rinfilò il sandalo edincastrò la povera Giusy accanto all'infradito, tra l'alluce edil secondo dito io corsi verso il piede e Vanessa dissecamminando via e facendomi l'occhiolino:<< non tipreoccupare , dopo tocca a te>>

Continua...



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